"Se lei sapesse com'è sporca la verità di questa storia, forse sarebbe meglio lasciar fare a Dio". Eleonora Moro
Uno dei primi post che ho inserito su questo Blog parlava della strana morte del M.llo Mandolini, incursore del Col. Moschin, ucciso con 40 coltellate in una scogliera di Livorno, post a cui rimando per i dettagli della storia. Ebbene a distanza di più di 11 anni la procura di Livorno ha dato notizia ieri della riapertura delle indagini con un fascicolo contro ignoti per omicidio volontario. Le nuove tecniche investigative potrebbero consentire l'individuazione degli autori del delitto per cui il Gip D'Onofrio ha autorizzato il Proc. reggente di Livorno, Giaconi alla riapertura del caso. Uno dei tanti "misteri" italiani su cui c'è ancora la speranza di far luce........
Livorno, 13 giugno 1995, viene assassinato con 40 coltellate e colpi di pietra il maresciallo Marco Mandolini, incursore del Col. Moschin. Il corpo viene ritrovato in una scogliera abituale ritrovo di omosessuali. Le indagini non portano a nulla. Il caso viene archiviato come una probabile lite nell'ambiente gay finita in tragedia. Un incursore ucciso all'arma bianca durante una lite con un "amico"... la ricostruzione fà acqua da tutte le parti e comunque può reggere (a fatica) solo in un caso, e cioè che anche "l'amico" del maresciallo Mandolini fosse un incursore. Ipotesi molto remota. Ma chi era il M.llo Mandolini. Probabilmente un uomo dei servizi militari, oppure saltuariamente usato dagli stessi, sicuramente il caposcorta del gen. Loi in Somalia. E proprio la Somalia a fornire chiavi diverse sulla morte del maresciallo. Si sentiva poco bene in quel periodo (dato certo) e aveva cominciato a fare indagini personali sugli effetti dell'uranio impoverito contenuto negli armamenti? Oppure la sua morte ha a che fare con la morte di un'altro militare, anch'egli legato ai servizi M.llo Li Causi, come fanno pensare le parole del fratello del Mandolini? Oppure niente di tutto questo? Il M.llo Aloi, nel suo diario, salito prepotentemente agli onori delle cronache durante le inchieste sulla morte della giornalista Ilaria Alpi e del suo operatore Hrovatin scrive a proposito: "è morto anche il M.llo Mandolini, non male come sceneggiata, solo un incursore può uccidere un altro incursore"... forse a 11 anni dall'omicidio questa è l'unica certezza rimasta.